Caos e follie da covid-19: le istituzioni “pasticcione” sono nel pallone. E le pompe funebri brancolano nel buio

Covid-19 - coronavirus corona virus covid19

Prima dicono una cosa, poi l’altra. E si finisce col non capire più nulla su chi ha ragione e chi no, su cosa bisogna fare e cosa non bisogna fare.
Le istituzioni italiane, a vari livelli, generalmente non brillano per intelligenza ma durante questa emergenza covid-19 (coronavirus) stanno dando il meglio di se stesse, dimostrando un incredibile livello di incompetenza nella gestione dei morti, delle sepolture (cremazione, inumazione, tumulazione), dei funerali, dei cimiteri.

Emergenza coronavirus (covid-19), la prima causa: l’italiano

La prima causa della confusione che si è creata per le onoranze funebri, intente a occuparsi dei defunti sia colpiti da coronavirus (covid-19) che da altra patologia, riguarda l’italiano. Dai decreti governativi alle disposizioni comunali: tutti i documenti sono stati scritti con i piedi, per quel che concerne il settore funebre, lasciando spazio a interpretazioni. Ciò significa che ad esempio un Comune può interpretare a suo modo la disposizione ricevuta con tutte le problematiche del caso… Ci sono infatti Comuni, come gli altri enti coinvolti nella gestione delle sepolture delle salme, che dicono l’uno il contrario dell’altro. Alle pompe funebri, già sotto pressione per il particolare periodo, non resta che accettare ogni singola disposizione districandosi nella follia e nel caos generale.

Emergenza coronavirus (covid-19): Zinco sì, zinco no per le inumazioni (feretro sotto terra)

L’apice della disorganizzazione viene raggiunto con le casse in zinco. In pratica, a distanza di due mesi dall’inizio dei contagi da coronavirus (covid-19), è spuntata la disposizione nella quale si stabilisce che i seppellimenti sotto terra (inumazioni) devono obbligatoriamente essere fatti con la doppia cassa in zinco. Ma non tutti gli enti la pensano nello stesso modo… Ad esempio il Comune di Milano autorizza i seppellimenti senza zinco mentre alcuni ispettori dell’Asl, di altro avviso, bloccano il funerale richiedendo la doppia cassa in zinco. L’impresa di onoranze funebri ha quindi un ordine dal Comune di Milano che non viene accettato dall’Asl… Se ne esce pazzi!

Emergenza coronavirus (covid-19): tutti all’obitorio per il prelievo alla salma. Anzi, no!

 Le onoranze funebri si sono svegliate lunedì mattina (20 aprile) con un’altra tegola: nella serata di domenica è stata trasmessa una disposizione che stabilisce che tutte le salme decedute nelle strutture sanitarie prima di essere seppellite (e pare anche cremate) devono essere trasportate agli obitori competenti per il prelievo del sangue. Dalla sera alla mattina, cambiano le regole! Ma non è finita. Dopo aver notato la fila dei carri funebri all’obitorio di Milano con defunti in attesa, proprio nella mattina di lunedì (20 aprile), la disposizione è stata revocata. Il Pm avrebbe cambiato idea rispetto a ieri….

Quest’emergenza coronavirus (covid-19) sta dimostrando l’inefficienza delle istituzioni pubbliche. Teniamo a precisare che poi ci sono sempre dei profili all’interno delle stesse che salvano capre e cavoli. Un po’ come facciamo noi onoranze funebri, che nonostante tutto sappiamo muoverci in tutto questo caos, curandoci dei nostri morti e dei loro familiari con grande dedizione.