La tragedia di Alfredino Rampi, morto 37 anni fa. La sua triste storia fece piangere l’intero Paese

13 giugno 1981, Vermicino, località non lontana da Roma: muore Alfredino Rampi. Il bambino, di soli 6 anni, era caduto tre giorni prima in un pozzo artesiano. In quella voragine strettissima, di 28 centimetri di diametro, il piccolo resiste per 72 ore, in attesa che qualcuno lo tragga in salvo. Gli innumerevoli tentativi compiuti però risultano vani. Così il bambino muore, nel cuore della terra, a una profondità di 60 metri. Quel maledetto pozzo diventa la sua tomba.

La sua vicenda è nota al pubblico italiano – che si è unito e ha pregato per la sua salvezza – grazie alla diretta della Rai. Le telecamere della televisione infatti ripresero le ultime 18 ore del caso.

Il cadavere di Alfredino Rampi viene recuperato da tre squadre di minatori, 28 giorni dopo la sua morte. I funerali si svolgono il 17 luglio 1981 nella basilica di San Lorenzo fuori le mura a Roma.  La salma del bambino trova sepoltura presso il cimitero del Verano.

A seguito della tragedia che sconvolge l’intera Italia, viene promossa la costituzione della Protezione Civile, progettualità che a quel tempo era ancora su carta.