Sala del commiato, anche quando non serve

Sala del commiato, anche quando non serve

Molte imprese di onoranze funebri, pur di aggiungere voci di spesa al conto finale di un funerale, invitano i familiari in lutto a trasferire la salma dalla struttura in cui è avvenuto il decesso alla sala del commiato all’interno dell’impresa stessa. Questa pratica, se non esplicitamente richiesta dal cliente per motivi personali, è del tutto inutile e serve unicamente per rimpinguare le tasche delle imprese funebri.

Distinzione tra camera mortuaria, camera ardente e sala del commiato

Facciamo un passo indietro e chiariamo innanzitutto cosa siano camera mortuaria, camera ardente e sala del commiato.

La camera mortuaria è il luogo ospedaliero (obitorio) in cui viene accolta la salma subito dopo il decesso, ovvero prima che venga eseguita l’identificazione o in attesa dell’autopsia. Qui il corpo viene preparato per un’eventuale esposizione. Si tratta di un luogo di transizione, in cui il defunto viene collocato prima di essere portato in camera ardente o sala del commiato. Con camera mortuaria si indica anche il locale del cimitero dove vengono conservate le bare prima di essere seppellite.

La camera ardente è il luogo preposto ad ospitare la salma del defunto per le visite e l’ultimo saluto di parenti e amici, in attesa del rito funebre. Può essere allestita a casa o in stanze apposite, messe a disposizione dall’ospedale. Di solito è il personale funebre a occuparsi dell’allestimento, con eventuali paraventi, supporto per il feretro, fioriere e luci. Il termine “ardente” deriva dall’utilizzo di candele e fiaccole che, nell’antichità, “ardevano” durante la veglia funebre, al fine di creare un’atmosfera solenne ma anche per nascondere eventuali cattivi odori.

La sala del commiato ha la stessa funzione della camera ardente ed è il luogo privato che un’impresa funebre mette a disposizione per ospitare la salma per la commemorazione e la visita delle persone care.

Permanenza in sala del commiato dell’impresa funebre: ha senso questa spesa aggiuntiva?

Soffermiamoci sulla sala del commiato. Essendo un luogo sistemato all’interno dell’impresa funebre per collocare la salma del defunto per i giorni interposti tra il decesso e il funerale vero e proprio, si tratta di un servizio aggiuntivo che le pompe funebri offrono ai familiari del deceduto, e in quanto tale ha anche un costo aggiuntivo. Naturalmente ogni cliente ha il diritto di compiere le scelte che ritiene più idonee per il proprio caro defunto e per le visite di parenti e amici.

Riteniamo tuttavia che spesso le onoranze funebri di turno tendano a proporre insistentemente questa modalità senza alcuna utilità, al fine di lucrare ulteriormente sui funerali. Chi muore all’interno di ospedali o Rsa, salvo diverse disposizioni della struttura, può tranquillamente essere ospitato in quel luogo fino al giorno del rito funebre, quando viene trasportato direttamente in chiesa o al cimitero o al forno crematorio. Per noi, oltre all’abbattimento dei costi per il cliente, questa scelta ha senso anche per una questione di limitazione di problemi sanitari. Lo abbiamo compreso e diffuso soprattutto dopo gli anni bui del Covid-19.

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