Classifica 10 morti più strane al mondo – Seconda Parte

Ecco le altre cinque morti più strane al mondo.

6. Morire come la propria vittima: Mel Ignatow commise un omicidio uccidendo una donna sbattendo la sua testa contro un tavolo da caffè in vetro fino a farla morire per le ferite provocate dai tagli. Fu condannato a scontare dieci anni. Poco tempo dopo essere tornato in libertà, nel suo appartamento scivolò e sbatté la testa contro un tavolino in vetro per il caffè, morendo per le ferite causate dai tagli del vetro rotto, proprio come la sua vittima.

7. Innocente fino a prima prova contraria: Clement Vallandigham fu uno degli avvocati più “convincenti” della storia forense, fino a rimetterci la vita. Dovendo difendere l’imputato dall’accusa di omicidio, volle dimostrare in aula come in realtà l’uomo ucciso si sia sparato da solo nel tentativo di estrarre la pistola dalla tasca. La ricostruzione fu talmente ben riuscita che l’avvocato morì sparandosi nel tentativo di dimostrare la propria tesi. Inutile dire che l’assistito fu assolto.

8. Stuntman dell’anno muore per una banale caduta: 1911, Bobby Leach diventa famoso come l’uomo che saltava dalle cascate rimanendo illeso e fu eletto stuntman del secolo. Un giorno, Bobby scivolò per strada su una buccia, cadde e si ruppe una gamba. A causa di una cancrena, dovettero amputargli la gamba, ma pochi giorni dopo, Leach morì per le complicazioni dovute all’amputazione.

9. Le ultime parole famose: è nota la storia – assolutamente vera – del generale John Sedgwick che durante una battaglia della guerra civile statunitense ordinò ai suoi uomini di non arretrare dalla linea del fronte. Alla prova dei fatti, i soldati impauriti cominciarono a sparpagliarsi. Vani furono i richiami del generale che fermo sulla linea del fronte urlò loro di non scappare e di vergognarsi per la loro viltà perché a quella distanza il nemico non sarebbe riuscito a colpire neanche un bersaglio grosso come un elefante … di lì a poco un proiettile lo centrò sulla fronte uccidendolo all’istante.

10. Il cantautore dell’ottimismo muore suicida: Felix (nome omen) Powell scrisse il brano “Pack up your troubles”, una canzone ottimistica che aveva lo scopo di risollevare gli animi dei soldati durante la seconda guerra mondiale. Il brano ebbe un incredibile successo e aiutò molte migliaia di soldati a uscire dal tunnel della depressione. Il cantautore avrebbe potuto vivere felice per il resto della sua vita con i soli introiti del brano, ma i traumi della guerra furono tali da indurlo al suicidio … evidentemente non era affatto Felix.

Annalisa Maurantonio