Probabilità di morire il giorno del compleanno

“Morire non mi piace, quindi sarà l’ultima cosa che farò”.

Questa è una delle più famose citazioni di Roberto Benigni, grande attore e grande essere umano.

Tutti potrebbero rispecchiarsi in questa frase, ma ipotizzando che esista un giorno giusto per morire, quale sarebbe? Proprio il giorno del compleanno. Le alte probabilità che questo si avveri rendono il tutto ancora più paradossale. Secondo uno studio svizzero, infatti, il festeggiato viene sottoposto ad una tale pressione psicologica (bilanci, conti da far tornare, ansia, timidezza e via discorrendo) che lo potrebbe portare a cadere vittima di attacchi di cuore, malori fatali o, per chi soffre di depressione e mal di vivere, al suicidio. Le probabilità di un infarto aumentano fino al 18,6%, quelle di un ictus arrivano del 21,5%. Le probabilità di morire il giorno del compleanno chiudendo in maniera perfetta il ciclo della vita aumentano anche secondo dati storici: William Shakespeare morì all’età di 52 anni, il giorno del suo compleanno, senza una ragione nota. Un altro esempio? Ingrid Bergman morì di tumore al seno il giorno in cui compiva sessantasette anni. Questo, seppur non spiegabile razionalmente, fila con gli studi svolti dagli scienziati a Zurigo: infatti, ci sarebbe più probabilità di morire in maniera casuale o per tumori durante il giorno del proprio compleanno. Nonostante la psiche non sia una prova del tutto razionale per verificare questa tesi che ci siano più probabilità di morire il giorno del compleanno, lo psichiatra dell’Università di Zurigo afferma che non sia affatto inusuale che la gente perda la vita il giorno della ricorrenza della nascita, perché lo stress e gli eccessi influiscono negativamente sia sulla psiche sia sul corpo. Ovviamente si parla soprattutto, però, di persone che hanno familiarità con dei tipi di malattie o con depressione e istinti suicidi.

Benedetta Talluto