Cremazione, come funziona in Italia

Da poco giorni si legge tra i titoli di giornali del disegno di legge per riformare il settore funebre nella penisola italiana. Parliamo quindi su come disciplinare la cremazione. Nel 2015 se ci si vuole far cremare dopo la morte ci si trova di fronte ad un percorso ad ostacoli. Si trovano, infatti, delle complicazioni là dove non dovrebbe essere favorita la nascita di clientelismi ed inefficienze.

Tornando a noi, oggi per farsi cremare in Italia sono necessarie:

  • prima opzione: quando si è ancora in vita si può fare un testamento dove si specifica la volontà di essere cremati. Dal notaio. Ma a quali costi?
  • seconda opzione: dopo la morte dovrà essere il coniuge o buona parte dei parenti di pari grado a doversi recare al Comune per firmare la dichiarazione di volontà di farsi cremare avuta dal defunto in vita. Ma se i parenti più prossimi sono migrati tutti all’estero?

Per evitare tali problematiche è stata messa in piedi una terza possibilità: creare delle società per la cremazione come SOCREM e IDICEM a cui ci si dovrà iscrivere in vita queste società in realtà non fanno altro che creare burocrazia e oneri per gli italiani.

Vediamo nel dettaglio queste Società.

  1. SOCREM (Società per la Cremazione): dal loro sito emerge con chiarezza che rivolgendosi a loro i costi vengano abbattuti notevolmente. Nessun notaio da chiamare e nessun parente a cui chiedere di recarsi in Comune. SOCREM mette a disposizione un servizio a cui è necessaria una sottoscrizione alla polizza assicurativa con la quale si provvederà a pagare i costi del funerale, mentre si è ancora in vita, e alla cremazione. Per iscriversi si deve versare un obolo (costo 25 euro a Milano) e una quota annuale ( costo 12 euro a Milano). Passati 25 anni di iscrizione non si dovrà più pagare la quota annuale. Così per farsi cremare una volta morti verrà a costare “solamente” 325 euro (un quarto del costo totale di un funerale economico a Milano).
  2. IDICEM: acronimo di Istituto Nazionale di Cremazione e dispersione ceneri, è assimilabile a SOCREM ed “opera senza fini di lucro per riconoscere e tutelare le volontà funebri dei soci“. Il costo è una tantum di sessanta euro. Così come SOCREM, anche IDICEM dà la possibilità di sottoscrivere una polizza di previdenza funeraria oltre alla possibilità di ottenere un preventivo sulle proprie volontà dopo la morte. IDICEM è considerata come garante delle volontà dopo la morte dall’Istituto per la Cremazione, ICREM, organizzazione che dà un “nuovo punto di vista sul mondo della dispersione ceneri e della cremazione”. Precisiamo però che gli affiliati di ICREM  sono imprese di pompe funebri che per natura sono portati a…. vendere funerali!

Ma perchè una volta tanto non si riesce a fare  in Italia una cosa semplice e a costo zero per gli italiani? Come? Basta prevedere che la persona che vuole essere cremata o voglia disperdere le proprie ceneri vada al Comune e  faccia scrivere quanto desidera per iscritto (sul certificato di nascita o su quello di residenza). Ecco fatto! semplicità, economicità e massima garanzia.  D’altronde si può decidere liberamente di cambiare residenza, divorziarsi  o addirittura cambiare sesso e non si può disporre altrettanto liberamente delle proprie ceneri?

In altri termini e “metaforeggiando” è come se per spostare la propria residenza l’Associazione traslocatori volesse creare un “Istituto Cambio di Residenze” a cui iscriversi per poter ottenere il cambio di residenza! E in seconda istanza offrire al cliente polizze assicurative per coprire il costo del trasloco: tutto ciò  fatto chiaramente all’interno dei negozi delle imprese di traslochi! Insomma, senza profumo di business e senza scopo di lucro!