Tassa sul funerale per gli italiani 2015

Le tasse più assurde che gravano sugli italiani.

Tassa sul funerale. Non c’è fine al peggio.

Sembra che neanche quando si passa a miglior vita ci si possa liberare delle tasse. C’è chi dice che “gli esami non finiscono mai” ma c’è qualcosa di peggio: le tasse. Da almeno vent’anni a questa parte lo Stato Italiano sembra divertirsi ad applicare tasse a qualsiasi cosa. Molte di queste cambiano definizione continuamente, variano i parametri di giudizio, vengono suddivise, accorpate. Basta pensare alle tasse sulla casa, che da almeno tre anni hanno subito più di una variazione. Tra le ultime anche la tassa sugli animali domestici. Fino ad ora però ci si era limitati ai beni o comunque ai possessi, ma una tassa specifica le batte tutte. La tassa sul funerale. Non basta aver appena subito un lutto e dover sborsare non pochi denari per l’acquisto di bara, fiori e quant’altro.

La nuova tassa è un’arma a doppio taglio, in quanto va a colpire non solo i poveri consumatori – che vedono applicarsi l’Iva del 10% sui servizi funebri (fino ad ora esenti da imposta) – ma anche i venditori. Il Disegno di legge presentato da Stefano Vaccaro e intitolato “Disciplina delle onoranze funebri” prevende infatti anche per le onoranze funebri un aumento dei costi e delle tasse. Un esempio? Per ogni operazione cimiteriale richiesta (tumulazione, cremazione ecc) sarà obbligatorio il pagamento di una tassa pari a 30€.

Queste nuove imposizioni porteranno ad un’inevitabile aumento dei costi che ovviamente graveranno soprattutto sui consumatori, quindi sui parenti dell’estinto.

Enrica Marrelli