Suicidio assistito, si sceglie l’eutanasia anche se in salute

Scegliere l’eutanasia anche se in perfetta salute.

Simona De Moor ha scelto di morire con il suicidio anziché vivere senza l’amata figlia.

L’ottantacinquenne belga Simona De Moor è deceduta il 22 giugno 2015, ha scelto di porre fine alla propria vita per mezzo dell’eutanasia che è legalmente riconosciuta in Belgio. Cinque minuti dopo aver appreso della morte della figlia, deceduta a seguito di complicazioni legate ad un intervento definito di routine, ha deciso di non voler più vivere. Prima la morte del marito di 74 anni per un tumore al colon e poi la morte della figlia di 58 anni hanno causato un dolore insostenibile per Simona, che ha dichiarato: “ Questa sofferenza mi farà diventare matta ed io non voglio passare l’ultimo periodo della mia vita in un manicomio”. Il percorso di eutanasia assistita generalmente dura qualche settimana ma per la Signora De Moor è stato più lungo, circa tre mesi, forse perché essendo una decisione spinta dall’emotività e non da una effettiva malattia fisica, ci sarebbe potuto essere un ripensamento; ma così non è stato. Il viaggio verso la fine della vita è stato documentato dal giornalista Brett Mason realizzando un servizio per il programma australiano Dateline, Mason ha dichiarato che seguire la fine della vita di Simona De Moor è stato uno dei momenti peggiori nella sua carriera da giornalista, essendo un corrispondente estero ha visto tanta gente morire, ma che tutte desideravano vivere perché avevano qualcosa per cui lottare, diverso per la vedova De Moor che pur in perfetta salute sapeva di non avere nulla che la tenesse legata alla vita.

Samanta Baldi