Morti a capodanno nord Italia

Milano non aderisce al divieto dei fuochi d’artificio.

In diminuzione le morti legati allo scoppio di petardi.

La notte di San Silvestro porta con sé una tradizione nella tradizione: i feriti e spesso anche i decessi legati all’uso sconsiderato dei petardi, sempre più frequentemente acquistati illegalmente oppure auto-prodotti creando delle vere e proprie armi letali. Nel nord della penisola italiana rispetto al sud festeggiare con lo scoppio di fuochi d’artificio è un po’ meno radicata, ma ciò non significa che ogni anno il bilancio del 1° gennaio non sia tragico. Milano lo scorso anno i giochi esplosivi hanno provocato cinque feriti tra cui un bambino di sette anni che dopo aver raccolto da terra un petardo artigianale, gli è esploso in mano, trasportato d’urgenza all’ospedale è stato sottoposto ad un intervento con il risultato dell’amputazione delle cinque dita e lesioni su tutta la parte alta del corpo. A Torino nonostante il sequestro di circa tredici chili di botti abusivi, ci sono state dieci persone ferite con prognosi di due mesi, come per il bambino di Milano anche un uomo di 37 anni ha perso quattro dita della mano a seguito della deflagrazione. Il comune di Milano ha deciso comunque di non aderire al divieto dei fuochi d’artificio, mentre Torino aderisce parzialmente ponendo il divieto esclusivamente nel centro storico della città. Molte altre città del settentrione hanno invece optato per severi divieti, come Venezia in cui è prevista una sanzione da 25 a 500 euro, mentre a Bologna è vietato l’abbandono di bottiglie e contenitori.

Samanta Baldi