Femminicidio, con Cezara e Natalina cinquanta vittime in ventisei anni

Ancora una volta le donne sono vittima di violenza.

Riusciranno le istituzioni a cambiare qualcosa?

Si può uccidere per amore? Si può chiamare amore un sentimento che ti porta ad uccidere? Cezara e Natalina sono le ultime vittime di un femminicidio che non guarda in faccia a nulla. Di certo chi ama veramente non uccide, e chi uccide non può farlo in nome dell’amore, perché amore è rispetto, felicità, gioia. Proprio quel rispetto che nei confronti delle donne viene sempre meno. In ventisei anni sono cinquanta le vittime di femminicidio stimate dalla Casa delle Donne, associazione ONLUS che ha l’obiettivo di dare sostegno alle donne vittime di violenza. Cezara Musteata era appena diciottenne quando è stata violentemente assassinata dall’uomo che diceva di amarla e che non accettava l’idea di separarsi da lei. Un fatidico ultimo incontro che Cezara ha voluto concedere a chi aveva amato, ma che purtroppo non le permetterà più di amare nessuno. Natalina, 70 anni di Lumezzane (BS), è stata invece codardamente uccisa nel suo letto, da suo marito. Proprio quel marito che aveva sposato anni addietro, di cui si era innamorata e fidata e a cui aveva donato la sua vita. In tutti e due i casi i carnefici hanno tentato il suicidio, ma questo gesto non riporta certamente in vita le povere vittime. Purtroppo Cezara e Natalina non saranno le ultime vittime di quel femminicidio che sta dilagando e a cui, probabilmente, si sta dando troppo poca importanza. Maria Teresa Cammarata