Cause principali di morte nelle fabbriche in Italia

L’Italia è ormai famosa per gli scandali: politici, economici e di cronaca nera.

Infatti, la morte nelle fabbriche è quasi in cima alla classifica.

Con la Rivoluzione dei lavoratori, anni e anni fa, si erano conquistati i diritti di sicurezza e di ore massime di lavoro. In Italia ormai questi diritti non vengono quasi più rispettati.

Il rapper Caparezza, parlando della sua terra, elenca tutte le problematiche Italiane e in una canzone racchiude tutte le cause principali di morte nelle fabbriche in Italia. La canzone in questione è “Vieni a ballare in Puglia”, ma potrebbe essere benissimo rinominata “Vieni a ballare in Italia”. “Tieni la testa alta quando passi vicino alla gru, perché può capitare che si stacchi e venga giù!”: ecco cosa canta Caparezza all’inizio della sua canzone: la poca sicurezza è una delle cause principali di morte nelle fabbriche italiane. Altra causa è l’inquinamento prodotto dai fumi scaricati nell’aria dalle fabbriche, e anche qui Caparezza coglie nel segno: “C’è chi ha fumato i veleni dell’ENI, chi ha lavorato ed è andato in coma, fuma persino il Gargano, con tutte quelle foreste accese. Turista tu balli e tu canti, io conto i defunti di questo paese dove quei furbi che fanno le imprese no, non badano a spese: pensano che il protocollo di Kyoto sia un film erotico giapponese!”. Caparezza continua a battere sulla mancanza di sicurezza nelle fabbriche, condannando l’incuria dei capi e il poco rispetto per i lavoratori:Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica! Tra un palo che cade ed un tubo che scoppia in quella bolgia si accoppa chi sgobba!”. E, infine, il cantante conclude parlando del lavoro in nero, altro mostro che ghermisce le fabbriche e che rende poco sicuro l’ambiente lavorativo diventando una tra le più diffuse cause di morte sul lavoro.

C’è stato un periodo storico, la Rivoluzione Industriale, durante il quale il lavoro ha reso davvero libero l’uomo. Il lavoro proposto dalla Bauhaus rendeva l’uomo libero. Oggi il lavoro rende l’uomo schiavo e lo condanna. Estremizzando potremmo paragonare il lavoro nelle fabbriche italiane a quello che secondo Hitler “rende liberi”, mentre in realtà altro non faceva che donare alla Germania manodopera gratis, esattamente come il lavoro in nero oggi: nelle fabbriche c’è il problema delle misure di sicurezza non idonee, causa prima tra tutte le cause di morte sul lavoro. Ma, anche dove il lavoro non è in nero, la sicurezza manca e così manca anche il rispetto per i lavoratori, per l’ambiente e per il mondo intero.

Benedetta Talluto