Catania, uccisa al cimitero chiesta riesumazione salma

Catania, uccisa a colpi di pietra al cimitero, il figlio chiede la riesumazione della salma.

Secondo il legale difensore quelle unghiate trovate sulla donna e mai esaminate, potrebbero appartenere all’assassino che non ha ancora un volto.

Ha chiesto la riesumazione della salma, Fabio Angelo Matà, figlio di Maria Concetta Velardi, uccisa il 7 gennaio 2014 al cimitero di Catania. La richiesta è stata fatta alla Corte di Cassazione per effettuare l’incidente probatorio assieme a nuovi accertamenti medico legali. Il figlio della vittima, aveva presentato la medesima richiesta già in precedenza, ma il Gip l’aveva rigettata. A depositare il documento è stato il legale difensore della famiglia di Maria Concetta Velardi, l’avvocato Giuseppe Lipera, e la richiesta sarà discussa il 17 settembre davanti alla VII sezione penale. Nel ricorso si fa presente che da un “attento esame delle foto scattate in sede di autopsia, risaltano evidenti graffi nell’area sacrale destra della vittima”. Segni che non convincono il legale della parte offesa e che lascerebbero presagire una possibile unghiata, forse femminile, ricevuta dalla donna prima di morire. In questi graffi potrebbe essere sedimentato del materiale biologico appartenente all’aggressore e quindi del presunto assassino che al momento non ha ancora un volto. Il giorno del delitto il figlio aveva accompagnato, come faceva ogni giorno Maria Concetta Velardi al cimitero, dove è collocata la cappella di famiglia. Qui riposano il marito Angelo e l’altro figlio Lorenzo, morti entrambi a seguito dei postumi di un male inguaribile. Dopo aver lasciato la madre alla cappella, l’uomo si era allontanato per andare al bar a prenderle il caffè, ma al suo ritorno aveva trovato la donna a terra ammazzata a colpi di pietra.

Rossella Biasion