Vita dopo la morte, buddismo

La vita dopo la morte è un argomento che ogni credo tratta in modo diverso, spesso elaborando teorie contrastanti.

Il Buddismo, una delle più grandi religioni politeiste, vede la vita dopo la morte come una trasformazione di energia.

Infatti, secondo il buddismo ogni anima è energia e ha come scopo, durante la vita, quello di annullare il Karma per raggiungere il Nirvana, ovvero la perfezione nonché la pace assoluta. L’anima, se non riesce ad annullare il Karma in una vita, ha a disposizione la reincarnazione (secondo uno schema specifico) al fine di raggiungere, dopo aver vissuto le vite necessarie, il Nirvana. La reincarnazione avviene secondo la gerarchia delle creature propria del Buddismo; infatti è propria di ogni essere vivente (anche della più piccola particella sperduta nell’universo) e ogni essere può reincarnarsi in un qualsiasi altro senza vincoli di sesso, razza, etnia o specie. Tutto ciò si basa sul principio insegnatoci dalla chimica secondo il quale “tutto si trasforma ma nulla si crea o si distrugge“. Questo percorso spirituale guida verso una vita dopo la morte che comprende Paradiso e Inferno o, più correttamente, tanti inferni e tanti piani paradisiaci dove l’anima, in seguito alla morte, soggiorna in attesa della reincarnazione prima di raggiungere il Nirvana. Un precetto importante da comprendere per una visione globale della vita dopo la morte secondo il Buddismo è che la vita non va da nessuna parte dopo la morte perché tecnicamente già è parte dell’universo. Questa “vita” non è da intendersi come corpo fisico o come coscienza, bensì come entità di vita che persiste in tutto l’universo, nel posto in cui è morta e dove è nata. Una metafora utile a comprendere questo concetto è paragonare l’entità di vita alle onde del mare: infatti ogni onda non sparisce, continua ad esistere anche dopo essere diventata indistinguibile perché scavalcata da quella successiva. Il Nirvana che, alla fine, si raggiunge è semplicemente la liberazione terrena da qualsiasi legame e limite psicofisico, ciò apre le porte all’unione con il tutto e, quindi, con Dio.

Benedetta Talluto