Violenze per 24 anni dal marito: nessun mantenimento

Accetta per 24 anni le violenze del marito, non le viene riconosciuto il mantenimento.

Chiede la separazione, i giudici non trovano nesso di causa tra la fine del matrimonio e le violenze subite dalla moglie.

Ha dell’inverosimile la vicende che vede come protagonista una donna di cinquant’anni, rea di aver sopportato per oltre 24 anni le violenze fisiche e psicologiche del marito.

Una sentenza vergognosa quella del Tribunale di Genova che ha così deciso, la donna avrebbe avuto diritto all’assegno di mantenimento da parte del marito per aver tollerato le violenze.

E’ scioccante come, ancora nel 2015, ci si trovi di fronte a sentenze così puramente maschiliste, nonostante ci siano documenti medici e ricoveri del pronto soccorso a riprova del fatto che la donna veniva costantemente percossa.

La donna, dopo aver richiesto la separazione, aveva raccontato la verità, quella verità che tutti dovremmo dichiarare di fronte ad un aula di tribunale e al cospetto dei giudici ed è proprio quella verità che l’ha incastrata. La signora aveva infatti ammesso che il comportamento e la condotta del marito, alcolizzato e violento, avrebbe avuto inizio sin dal 1991 quando avevano contratto il matrimonio.

Spesso la donna veniva percossa e picchiata anche davanti ai figli all’epoca minorenni, tanto che non appena l’uomo venne arrestato, la donna aveva deciso di abbandonare la casa coniugale e rifugiarsi in una comunità protetta.

Da qui il verdetto, siccome la donna ha sopportato per 24 anni i comportamenti del marito, i giudici non trovano un nesso di causa tra la richiesta di separazione e le violenze subite.

Indignata e sdegnata la vice presidente del Senato Valeria Fedeli commenta la decisione dei tre giudici come un vero atto di vergogna.

Come andremo a finire se, ancora nel 2015, la legge non protegge le donne dalle violenze? Ci chiediamo se tale situazione avesse visto protagonista una figura femminile molto vicina alla cerchia famigliare dei tre giudici, come sarebbe andata a finire la sentenza.

Federica Ottone