Tredicenne suicida: afflitto da una nota presa a scuola

Tredicenne suicida: la scuola colpevole?

Tredicenne si suicida dopo aver preso una nota a scuola

Ancora una volta un suicidio di un minore affligge le cronache italiane, un episodio che lascia interdetti e sconvolti nonostante sembri essere all’ordine del giorno negli ultimi tempi. Il fatto è successo nei pressi della Gallura, in un paese tranquillo dove la vita quotidiana si svolge serenamente senza troppi problemi. Un giovane tredicenne è stato trovato dalla madre appeso ad una trave del giardino della sua casa: impiccato senza troppa esitazione. Ovviamente i genitori del giovane, in particolare la madre che si è trovata davanti uno spettacolo davvero impensabile, non hanno potuto far altro che constatare la morte del figlio increduli che fosse potuto arrivare a tanto, ancora oggi si chiedono il perché di quella scelta drastica e drammatica. Le forze dell’ordine, accorse sul luogo della tragedia, dopo aver interrogato i genitori sono arrivati alla conclusione che probabilmente il ragazzo si sentiva in colpa per una nota disciplinare presa a scuola, e la responsabilità del suo cattivo comportamento lo ha portato ad impiccarsi piuttosto che affrontare la madre e il padre. Una situazione davvero drammatica che però non è inusuale, molto spesso la scuola per quanto responsabile della crescita e dell’educazione dei ragazzi è troppo dura o più che altro inadeguata a comprendere le diverse sensibilità dei giovani e di conseguenza le diverse reazioni a punizioni o anche a note di merito. Anche se per ora l’ipotesi della nota disciplinare come movente del suicidio resta solo una supposizione degli inquirenti, i genitori non hanno dubbi: se poi questa fosse confermata come l’unica causa del gesto estremo del ragazzo le istituzioni, in particolare la scuola, fatta di persone come docenti e presidi, dovrebbero analizzare meglio i vecchi metodi educativi e adeguarli ai nuovi giovani, oggi molto diversi rispetto al passato.