Tokyo, getta le ceneri della moglie nel bagno

Fino a che punto si può odiare la propria moglie? A quanto pare fino a buttarla nel WC.

Ci sono modi e modi per “scaricare” una moglie, ma un marito giapponese esasperato dalla donna anche dopo la morte adotta un metodo decisamente “liberatorio”.

Il vituperio di un cadavere è considerato un crimine; infierire su un cadavere è un atto di violenza gratuita e inutilmente crudele, ma è un modo per “distruggere” e offendere completamente la persona ormai deceduta. Per arrivare a compiere un atto simile, si deve provare un odio profondissimo verso la persona che lo ha suscitato: è il caso di un marito giapponese esasperato che ha atteso la morte della moglie per rivendicarsi.

Il misfatto si è svolto al centro commerciale Nerima World di Tokyo, dove il vedovo sessantottenne si è recato per gettare le ceneri della moglie nel WC del locale. Alcuni dipendenti, insospettiti, hanno ritrovato nel bagno tracce di ceneri umane e un osso mandibolare così hanno immediatamente allertato le forze di polizia locali le quali dopo un mese di indagini sono giunte all’autore del reato. Infatti, tra i capi di accusa vi è anche quello di aver violato le leggi sulla dispersione delle ceneri che non può avvenire in luoghi pubblici.

Il macabro rito di liberazione delle esequie ha trovato giustificazione da parte dell’uomo nell’odio verso la moglie estinta. Infatti, ha dichiarato agli inquirenti: «La odiavo. Prima della sua morte, la vita per me non è stata altro che dolore, un inferno». Così dopo un mese dalla morte della odiata moglie, l’uomo ha pensato di vendicarsi e infierire sul cadavere dandole quello che per lui era una “degna sepoltura”. Un modo simbolicamente forte per “scaricare” una moglie ingombrante. Evidentemente il vedovo ha reinterpretato l’antico adagio, traducendolo in “melma sei e nella melma ritornerai” ?

Annalisa Maurantonio