Tafofobia, cos’è e quali sono i rimedi

Svegliarsi in una bara è l’incubo di molti. Come superare questa paura?

Le origini della tafofobia: una fobia da razionalizzare e da curare.

La tafofobia è una paura che attanaglia molte persone e consiste nella terrore di essere sepolti vivi. Si tratta di un sogno o, meglio, di un incubo molto frequente che molto spesso ha origini inconsce (ciò vale tra l’altro per la maggior parte dei sogni, così come ci spiega Freud).

In questi casi l’unico rimedio e scavare a fondo nella propria psiche e, con l’aiuto di un esperto, individuare l’origine di questa paura.

Spesso si tratta di una semplice paura legata ed alimentata dalle leggende e, soprattutto, dai frequenti casi di morte apparente che la storia della medicina annovera tra i suoi archivi. Si tratta comunque di una fobia molto antica, basti pensare che nell’Ottocento furono stati messi a punto diversi espedienti per evitare di rimanere sepolti vivi. Alcuni di questi consistevano nel tenere i corpi sotto osservazione per tre giorni, così da scongiurare ogni pericolo. In altri casi, invece, l’uomo si ingegnò creando dei segnali d’allarme che permettevano al defunto di avvisare i vivi dall’interno della bara.

Famosa è la bara di sicurezza ideata da Herr Gutsmuth. Si trattava di una bara con il coperchio in vetro, con corde legate a campanelli con il fine di attirare l’attenzione e con una serie di tubi collegati all’esterno in modo da garantire un costante afflusso di aria e mantenere eventualmente in vita il “finto defunto” fino all’arrivo dei soccorsi.

La tafofobia era così diffusa che divenne anche d’ispirazione per molti scrittori. Tra questi Edgar Allan Poe che scrisse un racconto intitolato appunto “La sepoltura prematura”. Ma molti altri cercarono catarticamente di liberarsi di questa fobia: Gustave Flaubert, Emile Zola, Guy de Maupassant e molti altri.

Enrica Marrelli