Statistiche morti per botti di capodanno

Dal bilancio ufficiale del Viminale nessun morto: non accadeva dal 2010.

350 feriti causati dallo scoppio di petardi.

Sono ormai diversi anni che, a seguito di gravi incidenti spesso anche mortali dovuti allo scoppio accidentale dei botti di Capodanno, nei vari comuni italiani vengono adottati divieti contro l’utilizzo di petardi. Si sono inoltre inaspriti i controlli atti a individuare il commercio illegale di tali oggetti aumentando i sequestri e le sanzioni, sfortunatamente non tutto il commercio illegale riesce ad essere arginato dalle autorità e non tutti i comuni aderiscono al divieto, accogliendo così l’anno nuovo con concittadini dalle mani mutilate o peggio decedute. Il 2014 secondo il bilancio ufficiale del Viminale si è concluso senza morti, evento che non accadeva dal 2010, ma “solamente” con un totale di 350 feriti. Finalmente durante la notte di San Silvestro i festeggiamenti sono stati degni di essere definiti tali, gli episodi più gravi sono stati ricondotti a prodotti esplosivi illegali oltre alla produzione casalinga di oggetti atti a scoppiare, esponendo gli utilizzatori a gravissimi pericoli. Scendono anche i dati relativi ai minori diminuendo dai 93 dell’anno precedente agli 89 del 2014, anche il numero di feriti con oltre quaranta giorni di prognosi è variato dai 29 ai 16. Il caso più grave è avvenuto nella località di Tivoli in provincia di Roma, protagonisti cinque ragazzi minorenni che dopo aver fatto esplodere dei petardi ammassati in una baracca hanno riportato gravissimi danni alla vista egli arti, due membri del gruppo hanno avuto la peggio, perdendo l’uso delle mani.

Samanta Baldi