Statistiche imprenditori morti suicidi in Italia 2015

La crisi economica continua a mietere vittime nella nostra penisola

Le statistiche sugli imprenditori suicidi nel 2015 riportano dati sconcertanti

Negli ultimi tre anni i suicidi sono raddoppiati, a causa delle ristrettezze economiche che molti italiani hanno dovuto affrontare dall’inizio della crisi economica. Nell’anno scorso, il 2014, ben 201 persone si sono tolte la vita, a causa di motivi economici. Di questi soggetti, circa il 45% era un imprenditore, di un’età media minore rispetto a quella del suicida standard, mentre il 42% era una persona disoccupata. Tra il 2012 e il 2015, ci sono stati 560 suicidi dovuti a gravi problemi economici della vittima. I dati riportano un’escalation esponenziale e preoccupante; inoltre, le morti sono aumentate principalmente nel NordEst e nel Mezzogiorno, prevalentemente in Campania. Gli esperti hanno sottolineato come il fenomeno non conosca più confini geografici, ma si sia espanso a macchia d’olio sia al Nord che al Sud. Nello stesso modo, non esistono più fasce di età esenti dal problema, in quanto anche tra i giovanissimi (minori di 25 anni) ci sono stati dei casi di suicidi economici. Oltre al numero dei suicidi effettivi, aumentano anche i tentativi: nel 2014 questo numero è più che raddoppiato rispetto al 2012. Dal 2012 al 2014 i tentati suicidi per motivazioni economiche sono stati 249. A fare scalpore è stata la decisione dell’Istat di tacere sugli omicidi di stampo economico, in quanto questa motivazione è ritenuta labile e non oggettivamente imputabile alle vittime. Inoltre, Istat, ritiene che le statistiche di questo genere potrebbero essere utilizzate per fini strumentali non consoni.

Ginevra Orti Manara