Sparatoria in centro disabili USA

Sparatoria in un centro disabili: presi i due killer

Tragedia in un centro disabili, 14 morti e 18 feriti

La tragedia di San Bernardino scuote gli Usa, che dovrebbero essere maggiormente preparati a questo genere di attentati, che per il momento non hanno ancora una matrice. In un contesto internazionale dove gli attacchi terroristici islamici sono il vero problema da combattere, la sparatoria in un centro disabili si pone come un crimine su cui riflettere: le azioni di psicopatici vari non possono essere sottovalutate o messe da parte, ma vanno osservate con distanza ma anche con decisivo carattere per cercare almeno di contenerle, e chi meglio degli americani può riuscire in questo piano? Eppure Syed Rizwan, 28 anni, e Tashfeen Malik, 27 anni, una coppia a tutti gli effetti, sono riusciti ad entrare in una sala del centro disabili e hanno sparato all’impazzata: pesantemente armati e dotati anche di esplosivo, hanno ucciso 14 persone e ne hanno ferite 18, una strage a tutti gli effetti, ancora oggi immotivata. Pochi secondi per uccidere e poi i due killer sono scappati su un suv, mentre gli artificieri e la polizia locale tentavano di capire se nell’edificio ci fosse altro esplosivo. Dopo un pittoresco inseguimento mandato anche in diretta tv, i due assassini sono stati braccati dalle forze dell’ordine a colpi di pistola e sono poi morti in seguito al faccia a faccia con la polizia. C’è da dire che i due aggressori sono stati ritrovati in tenuta da combattimento, oltre che con numerose armi a disposizione. Una terza persona è stata fermata sul luogo della sparatoria, ora è in stato di fermo per chiarire la sua posizione. Gli inquirenti per il momento non hanno escluso nessun movente, neanche quello del terrorismo. Sicuramente molte sono le cose da chiarire, per questo l’FBI ha già perquisito la casa dei due killer, dove è stato trovato un vero arsenale.

Barbara Di Castro