Reati pena di morte in Iran

Esecuzione capitale in Iran: ecco i reati per cui è in vigore la pena di morte.

Nei primi mesi del 2015, in Iran sono stati almeno una trentina i condannati sottoposti a impiccagione o fucilazione.

L’Iran è uno di quegli stati in cui vige la pena di morte. Nonostante alcune norme introdotte nel 2004 che hanno declassificato alcune crimini, sono ancora numerosi i reati per cui è prevista la pena capitale. Ad oggi in Iran si può essere condannati con la pena di morte per omicidio, adulterio, spaccio di sostanze stupefacenti e altri reati legati alla droga, adulterio, stupro, estorsione, corruzione, blasfemia, terrorismo, contrabbando d’arte, rapina a mano armata. A seguito dell’assemblea mondiale dell’Ordine internazionale dei diritti umani, a far data dal 31 dicembre 2004, è stata annullata la pena di morte per i reati di sodomia, omosessualità, pornografia, consumo d’alcol tre volte superiore da quanto consentito dalla legge e castità. Le esecuzioni per impiccagione o fucilazione avvengono nel carcere principale del luogo dove è avvenuto il reato, a seguito della grazia respinta e dell’espiazione delle altre pene detentive. Dal rapporto stilato dall’associazione Nessuno Tocchi Caino, è emerso che nei primi mesi del 2015, in diverse regioni dell’Iran vi siano state almeno una trentina di esecuzioni. La maggior parte delle persone che hanno trovato la morte con la pena capitali, erano state condannate per reati legati alla droga, altri per omicidio. In Iran la procedura della pena capitale segue delle regole molto ferree. L’esecuzione avviene sempre alle 5 ora locale, poco prima della preghiera islamica del mattino denominata “salat”. Quando a essere impiccato è un detenuto per il reato di omicidio, ai parenti più stretti delle vittime, viene concesso di togliere lo sgabello da sotto i piedi del condannato.

Rossella Biasion