Ragazzino ammazzato perché aveva stesso nome di un altro

Ragazzino ammazzato perché aveva lo stesso nome di un altro giovane dal ceto più alto.

Il giovane indiano, appartenente al ceto più basso delle caste indiane, sarebbe stato indegno del suo nome identico a quello del figlio del suo assassino.

Ammazzato perché aveva il nome uguale a un altro ragazzo. Una tragedia assurda che ha per vittima Neeraj Kumar 14enne indiano ucciso “perché aveva lo stesso nome di un altro uomo”. Il giovane, scomparso mentre si recava a trovare un amico, è stato trovato privo di vita in un campo. I segni sul collo non lasciavano adito a dubbi: la vittima era stata strangolata. Da qui sono partite immediatamente le indagini della polizia che hanno fatto emergere una sconcertante verità: il giovane sarebbe stato ucciso dal padre di un altro ragazzo, il quale non gradiva che la vittima avesse gli stessi nomi dati al figlio appartenente a un casta più elevata. Insomma una sorta di delitto d’onore per uno sgarbo subito da un ceto ritenuto non all’altezza per portare i nomi identici a quelli del figlio. Gli inquirenti sono arrivati a scoprire colpevole e motivazioni dopo aver ascoltato la famiglia del ragazzo ucciso. Jawahar Chaudhary da tempo insisteva con Ram Sumer, padre della vittima, affinché cambiasse i nomi al figlio. Secondo Chaudhary, questa azione era un dovere di Sumer perché appartenendo ai Dalit, considerata il ceto più basso delle caste indiane, non avrebbe potuto portare nomi simili. Nonostante le continue pressioni, l’uomo non ha mai preso in considerazione quanto richiesto. A questo punto Sumer ha pensato che l’unica soluzione percorribile per cambiare la situazione, fosse quella di uccidere il ragazzino di ceto inferiore che “osava” avere il nome di suo figlio. Chaudhary e due suoi amici sono finiti in manette con l’accusa di omicidio.

Rossella Biasion