Probabilità di morire per infezione alimentare

Attenzione a cosa si mette in tavola: quali sono le probabilità di morire per infezione alimentare.

Germi, microrganismi e parassiti contenuti in alcuni alimenti non ben conservati o poco cotti, possono causare la morte.

Quando ci si siede a tavola, non si è mai realmente a conoscenza di cosa si stia ingerendo. Soprattutto dei rischi a cui si potrebbe andare incontro. Bisogna sempre controllare, perché una derrata alimentare sbagliata potrebbe causare infezione che in soggetti più a rischio possono provocare anche la morte. Uno dei germi più pericolosi è il “clostridium botulinum”, comunemente conosciuto come botulino. La sua proliferazione avviene in assenza di ossigeno. E’ frequente in tutti i cibi sott’olio, nello scatolame e negli insaccati e nei vegetali preparati in casa con conserve non acide. Il botulino è resistente al calore. I sintomi, che si hanno già dopo 12 – 36 ore dall’ingestione, sono vomito, nausea, disturbi digestivi, della vista, della deglutizione e della parola. La malattia può avere un decorso che va da un paio di giorni fino al massimo qualche mese. Dopo aver ingerito questo germe, la morte può avvenire anche in 72 ore. Un’altra infezione alimentare che può provocare la morte è dovuta a microrganismi più piccoli dei batteri, che possono causare l’epatite virale, malattia che si origina con l’assunzione di alimenti sia di origine vegetale, che animale, contenenti il virus Hav. Vegetali, carne e pesce, possono essere il principale veicolo di questi parassiti, che si annidano negli alimenti crudi o non sufficientemente cotti. Inizialmente la sintomatologia è quella tipica di una intossicazione alimentare e compare dopo due giorni dall’ingestione, ma col passare delle ore si manifestano problemi a polmoni, nefrite, meningite, dolori muscolari e alterazioni cardiache. Se non trattata tempestivamente e in modo adeguato, può portare alla morte.

Rossella Biasion