Probabilità di morire alla nascita

Nascita e morte sono due concetti opposti che dovrebbero rimanere distanti, almeno per l’uomo, e non incontrarsi mai.

Mentre nel mondo vegetale è la norma che un seme debba morire per far nascere la vita in una pianta, per gli esseri umani nascita e morte non hanno e non devono avere ragione di incontrarsi.

Invece molto spesso accade che un bambino possa morire alla nascita. Da cosa dipende? Quali sono le probabilità e quanto sono alte? La morte alla nascita dipende da patologie, della madre o della placenta, portate al culmine al momento del parto o posizioni scorrette assunte casualmente dal feto sulle quali nessuno è intervenuto prima. A meno che non vi sia un errore medico e/o umano, come l’incuria di una madre nei confronti della creatura che porta in grembo o di un dottore verso i pazienti, le probabilità di morire alla nascita per il bambino dipendono dalla casualità. Questo rende ancora più inaccettabile il lutto per chi lo subisce. Può capitare ad una donna su tre di subire aborti spontanei o di partorire un bambino morto e per una stessa persona può capitare in media una gravidanza su due che non vada a buon fine, ovviamente premesso che si seguano tutti i consigli dei medici competenti. In linea di massima le probabilità di morire alla nascita non sono alte, tanto che si ritiene ci sia un incidenza dell’1% su tutte le gravidanze. Anche quell’uno percento, però, spaventa molte donne. Il consiglio dato da tutti i medici è di non lasciarsi intimorire o abbattere dagli insuccessi, elaborarli e ricominciare a sperare, perché al giorno d’oggi con tutte le tecnologie e e le scoperte scientifiche è più facile avere un bambino nonostante i vari impedimenti fisici e dati dagli eventi.

Benedetta Talluto