Probabilità di contrarre tumore fumo passivo

Probabilità di contrarre tumore fumo passivo.

Quante probabilità si hanno di contrarre un tumore con il fumo passivo.

Più l’esposizione a fumo passivo è intensa e prolungata, più aumenta il rischio di tumore anche per chi non fuma.

Chi non fuma non è immune a tumore. A parlare sono i dati: l’Agenzia Statunitense per la Protezione Ambientale ha definito il fumo passivo carcinogeno umano di classe A. Anche l’Organizzazione mondiale della Sanità da anni annovera la lotta al fumo passivo tra le sue maggiori priorità. Il fumo passivo è quello respirato dalla produzione di sigaretta che viene appunto lasciata bruciare in modo passivo. Spesso erroneamente si pensa che chi non fuma non corre il rischio di venire colpito da tumore. Niente di più sbagliato.

Il fumo passivo contiene le stesse sostanze racchiuse nel fumo attivo. Tra queste la nicotina, sostanza tossica, ma non cancerogena, il benzopirene, correlata alle leucemie, ai tumori al polmone e della cute, e il 4-aminobifenile, correlata al tumore alla vescica. Sebbene le leggi introdotte negli ultimi anni vietino il fumo nei locali pubblici, quotidianamente tutti sono esposti a fumo passivo. Quella che manca è però la consapevolezza di quanto possa essere pericoloso per la salute. Le persone sottoposte a fumo passivo rischiano di contrarre un tumore, seppure in misura minore, di coloro che fumano. Più l’esposizione è intensa e prolungata, più aumentano le probabilità, ovvero anche i non fumatori sono a rischio di tumore al polmone. Attenzione particolare va dedicata soprattutto ai bambini, spesso a contatto con il fumo in un ambiente chiuso come l’auto o le quattro mura di casa. Se un adulto in presenza di un fumatore può decidere di allontanarsi, un bambino piccolo non lo fa. Se non si è ancora convinti basti pensare che il fumo è ritenuto responsabile per il 90% dei carcinomi polmonari e risulta essere anche causa di tumori alla laringe, esofago e vescica.

Rossella Biasion