Principali malattie da contrarre in viaggio India

Non rovinate il vostro viaggio in India: ecco le malattie principali che si potrebbero contrarre.

La prevenzione e l’osservanza delle norme d’igiene vi metteranno al riparo da spiacevoli sorprese come la dissenteria del viaggiatore.

Sognate da tempo di visitare l’India, ma a frenarvi fino ad oggi è stata la paura di contrarre qualche malattia e rovinare la vacanza e il rientro. Spesso è solo questione di buon senso. Se ci si informa adeguatamente prima, su eventuali rischi a cui si può andare incontro e di conseguenza si adottano le necessarie precauzioni, non si dovrà temere nulla. Tra le varie malattie più diffuse per chi viaggia in India c’è la cosiddetta dissenteria del viaggiatore, presente anche in numerosi altri Paesi esteri. I principali portatori di questa malattia sono gli alimenti e l’acqua. Per questo motivo, è necessario avere un’estrema attenzione a tutto ciò che si ingerisce e non solo. Spesso a provocare questo tipo di dissenteria è l’acqua involontariamente ingerita quando ci si lava i denti. La stessa cosa può avvenire durante la doccia. Questo vale anche per alimenti contaminati. Il contagio può avvenire anche da uomo a uomo attraverso le mani sporche o con rapporto sessuale. E’ quindi fontamentale prestare massima attenzione all’igiene. Il periodo di incubazione della malattia dura dalle due alle quattro settimane. I sintomi sono molto fastidiosi: fortissimi dolori addominali, dissenteria acuta e nei casi più seri anche presenza di febbre, ascesso epatico e sangue nelle feci. La prevenzione e l’osservanza scrupolosa delle norme di igiene è fondamentale perché per la dissenteria del viaggiatore non esistono vaccini. Anche il colera à una delle principali malattie che si possono contrarre in India. Poichè i vaccini anticolerici hanno una bassa efficacia e non sono sconsigliati dalle autorità sanitarie italiane e internazionali, onde evitare il contagio, bisogna osservare severe norme d’igiene. I sintomi del colera sono vomito, diarrea, ipotermia e disidratazione.

Rossella Biasion