Polizza vita: l’erede non può avere i dati del beneficiario

La privacy impedirebbe di conoscere i dati del beneficiario di una polizza vita.

Siete degli eredi e vi state chiedendo se potete venire a sapere i dati del beneficiario della polizza vita che avrebbe stipulato, ancora in vita, il vostro defunto?

Di recente la Cassazione si è pronunciata circa questo argomento nella sentenza n. 17790 dell’8 settembre 2015. La Cassazione è intervenuta nell’ambito di una sentenza del Tribunale di Verona che aveva ordinato a una compagnia assicurativa di svelare agli eredi del defunto il beneficiario della stipula dell’assicurazione. È stato sentenziato che le informazioni relative a terze persone, come i possibili beneficiari di una polizza sulla vita precedentemente stipulata dal defunto, non possono essere conosciute dagli eredi di quest’ultimo. Perché? Chiaramente per la privacy. Il Garante della privacy, dopo aver studiato varie casistiche in vari tribunali italiani, si è pronunciato sul fatto dichiarando che la conoscenza dei dati del beneficiario non è funzionale alla tutela dei diritti degli eredi, per cui l’assicurazione non è certamente tenuta a comunicarli a chi ne fa richiesta. Gli eredi infatti possono venire a conoscenza unicamente dei dati e delle informazioni relative al defunto. Secondo la legge sulla privacy in vigore nel nostro Paese infatti gli eredi hanno il diritto di accedere a qualsiasi dato personale del defunto, ma non a quelli di beneficiari terzi. La decisione della Cassazione ha destato non poco scalpore. Stando così le cose sembrerebbe che i diritti degli eredi vengano lesi e che essi non possano tutelare i propri interessi, ma soprattutto che gli venga impedito di poter eventualmente citare in giudizio il beneficiario della polizza.

Maria Teresa Cammarata