Perchè dopo la morte il cervello resta attivo?

Perche dopo la morte il cervello resta attivo ancora 30 secondi?

Nonostante il cuore smetta di battere e l’afflusso di sangue si ferma, il cervello continua la sua attività durante le prime fasi della morte clinica.

Trenta secondi. E’ il tempo che il cervello resta attivo dopo la morte. A dirlo sono alcuni studiosi dell’Università del Michigan. Questo lasso di tempo in cui il cervello conserva ancora tutte le sue funzioni, nonostante l’avvenuto decesso, potrebbe spiegare la presenza di visioni che alcuni pazienti avrebbero avuto nei momenti precedenti alla morte e poi salvati miracolosamente. Insomma, gli studiosi hanno scoperto che quando il cuore smette di battere e l’afflusso di sangue si ferma, di fatto il cervello resterebbe cosciente e pienamente attivo per circa 30 secondi. Un lasso di tempo che può sembrare pochissimo, ma che risulta essere sufficiente per permettere alla persona che sta morendo di capire forse quello che sta accadendo in quel momento. Il risultato è emerso da un esperimento fatto su nove topi morti per infarto indotto. Nei 30 secondi successivi alla morte, in tutte le cavie si è manifestata un’intensa attività cerebrale. Quello che ha sorpreso gli studiosi della facoltà di anestesiologia e neurologia dell’Università del Michigan, è stata proprio l’intensa attività cerebrale nelle prime fasi della morte clinica. Insomma il cuore avrebbe smesso di funzionare, ma quei 30 secondi in più del cervello ancora attivo avrebbero fatto la differenza. “Questo studio – spiega il dott. Jimo Borijin, professore di neurologia all’Università del Michigan – rappresenterà le fondamenta per gli studi sulle esperienze mentali che si manifestano in un cervello morente, come ad esempio vedere la luce dopo un arresto cardiaco”.

Rossella Biasion