Pena di morte, cosa dice religione ebraica

Come viene considerata nell’ Ebraismo la pena capitale?

Quali son le opinioni dei leader della religione ebraica in merito alla pena di morte?

Nella Torah esistono moltissimi riferimenti alla pena di morte, vista però in un’accezione più “punitiva” che “esecutiva”. Diverse infatti furono le modalità di uccisione dei condannati dalla Legge ebraica: la pena inflitta indicava la gravità del crimine. Un condannato dell’ Ebraismo poteva morire per lapidazione, rogo, strangolamento oppure decapitazione. In realtà era assai raro che un tribunale ebraico emanasse una sentenza di pena capitale, tanto era lungo e meticoloso il giudizio durante il processo. Addirittura, se il tribunale alla fine del processo esprimeva un verdetto unanime di colpevolezza, l’imputato veniva rilasciato in base alla teoria secondo la quale se un giudice non riesce a trovare nemmeno un particolare a difesa dell’imputato, significa che qualcosa nel tribunale non funziona. Ma per quali crimini si chiedeva la condanna a morte? Ecco una lista dei “peccati” potenzialmente punibili con la pena capitale per l’ Ebraismo antico:

-incesto

-omosessualità

-stregoneria

-adorazione di idoli

-violazione dello Shabbat (la festa del riposo ebraica)

-ribellarsi ai propri genitori

Ad ogni modo, secondo il testo classico dell’ Ebraismo, ovvero il Talmud, l’Assemblea di Gerusalemme abolì la pena capitale nell’anno ebraico 30 e.v. .

Attualmente, l’ Ebraismo si divide in tre correnti: Ebraismo riformato, Ebraismo conservatore ed Ebraismo ortodosso. I rispettivi tre rabbini considerano la pena di morte giusta come principio, ma sarebbe possibile applicarla, secondo loro, solo in uno Stato in grado di avere un’organizzazione giudiziaria perfetta e questo tipo di Stato, lo sappiamo bene, purtroppo ancora non esiste.

Fabiola Ernetti