Palermo, 5 condanne per la chemio assassina

Cinque condanne, tra medici e infermieri, per la morte di Valeria Lembo

34 anni, sposata e madre, uccisa nel 2011 a Palermo da una dose eccessiva (10 volte superiore) di un farmaco chemioterapico.

Lo scorso 14 dicembre il giudice monocratico ha infatti condannato a 4 anni e 6 mesi per omicidio colposo l’ex primario di Oncologia del Policlinico Sergio Palmeri e a 7 (5 anni per omicidio colposo e 2 per falso) la collega Laura Di Noto – alla dottoressa è stata anche inflitta l’interdizione dalla professione medica per 7 anni. Sei anni e mezzo e 6 mesi di interdizione dalla professione sono stati inflitti allo specializzando Alberto Bongiovanni, e 4 ciascuno alle infermiere professionali Clotilde Guarnaccia ed Elena D’Emma, colpite anche da 4 anni di interdizione dalla professione. Dalle indagini era emerso che la Lembo era rimasta vittima di un doppio, fatale errore, che l’aveva portata a morire quel maledetto 29 dicembre 2011 per un’overdose di chemioterapici. Il 7 dicembre, al posto di 9 milligrammi di vinblastina, gliene furono dati 90. Ma già il 23 novembre la cartella presentava lo stesso errore, anche se la dose somministrata fu quella giusta. Tutte e due le volte, perciò, anziché 9,0 fu scritto 90, ma la prima volta la Lembo si salvò, la seconda invece la prescrizione, sebbene errata, fu eseguita alla lettera e Valeria morì, dopo un doloroso calvario, per una virgola in meno. “Lo avevano capito subito di avere fatto un errore – aveva detto in Tribunale Rosa D’Amico, madre di Valeria, che era affetta dal Morbo di Hodgkin – ma non hanno detto nulla”.

Carlo Faricciotti