Omicidio a Varese : il marito sgozza la moglie mentre dorme accanto al figlio di 3 anni

Arrestato l’assassino di 42 anni di nazionalità albanese.

Il presunto assassino ha preso un coltello in cucina e ha inferto un colpo mortale alla gola della donna che probabilmente è deceduta per una forte emorragia.

Una vita spezzata nel cuore della notte nel posto più tranquillo di una normale famiglia, la propria casa. Proprio così una donna di origine albanese di anni 31 di nome Marianna Predulaj è stata massacrata con una coltellata alla gola il 9 dicembre scorso in via Ristori a Cedrate di Gallarate in provincia di Varese.

L’autore del massacro è il marito anche lui di nazionalità albanese di 42 anni che si chiama Gjin Preducaj.

La crudeltà del delitto è raccapricciante se si considera che la vittima dormiva in camera da letto sul talamo nuziale con accanto il proprio figlio minore di 3 anni, il più piccolo della coppia perché l’altra figlia più grande, anche lei in quel momento presente in casa, riposava nella cameretta accanto .

Secondo la ricostruzione eseguita dagli investigatori l’uomo che faceva il muratore si è alzato intorno alle 2 e 30 ed è andato in cucina ove ha preso un coltello con una lama lunga 30 centimetri. A questo punto è ritornato nella camera matrimoniale e non curante nemmeno di un possibile risveglio del bambino ha inferto una coltellata alla gola della donna, che a quanto sembra trapelare è morta poi per dissanguamento.

In stato totalmente confusionale l’assassinio avrebbe telefonato a sua sorella dicendole: “ Adesso è tutto finito.”E proprio grazie alla richiesta di soccorso lanciata dai familiari dell’omicida che sono giunti immediatamente intorno alle 4 del mattino in via ristori i sanitari del 118 insieme ai carabinieri della caserma di Gallarate e quelli del reparto operativo di Varese, ma purtroppo ormai per la giovane mamma non c’ era stato più nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche gli uomini della scientifica per i rilievi, e così mentre i due figli venivano accompagnati da un vicino, l’uomo veniva portato in caserma e immediatamente fermato ed interrogato dal sostituto procuratore di Busto Arsizio dott.ssa Nadia Alessandra Calcaterra alla quale il reo ampiamente confessava le sue gravissime responsabilità.

Ma durante l’interrogatorio, dopo aver indicato al magistrato l’arma del delitto, l’assassino è piombato in un profondo silenzio al punto che non ha voluto dichiarare le ragioni che lo hanno spinto all’efferato omicidio. Adesso l’omicida si trova rinchiuso nel carcere di Busto Arsizio.

 Cinzia Lipari