Olimpiadi 2012, numero giovani morti

La maledizione dei giochi olimpici del 2012

Ammonta a sedici il numero dei giovani che dopo aver partecipato alle Olimpiadi 2012 hanno perso la vita.

Sembra una vera e propria maledizione la tragedia che ha colpito e sta continuando a colpire i giovani atleti che hanno partecipato ai giochi olimpici di Londra del 2012.

Sale ormai a sedici il numero di ragazzi che sono morti per diverse cause negli ultimi tre anni, ultima tra le vittime, l’atleta Bielorussa di atletica Yulia Balykina, di soli 31 anni, scomparsa il 28 ottobre e ritrovata morta all’interno di un bosco, nei dintorni di Minsk, e il cui corpo era stato avvolto nel cellophane. Primo sospettato è l’ex fidanzato tutt’ora agli arresti domiciliari.

Ma prima di lei tanti altri colleghi hanno perso la vita tragicamente, uno di questi è il giovane lottatore Keitani Graham, classe 1980, deceduto a seguito di un arresto cardiaco nel dicembre del 2012, a soli pochi mesi dalla partecipazione alla prestigiosa competizione.

Ha trovato invece la morte, a soli 28 anni, a bordo della propria bicicletta il giovane Burry Stander, ciclista di mountain-bike di origine sudafricana, investito da un taxy durante un allenamento.

A togliersi la vita, a seguito di una brutta depressione, il pugile di appena 20 anni Billy Ward, che il 4 agosto 2013, ha deciso abbracciare la pace eterna suicidandosi.

E ancora Elena Baltacha, la tennista britannica, che a soli 31 anni ha perso la vita a causa di un tumore al fegato che l’ha costretta a lasciare il marito, a sole poche settimane dal matrimonio appena celebrato.

E poi Alexis Vastine, morto a soli 28 anni insieme ad altri colleghi atleti, durante lo scontro tra due elicotteri mentre partecipava al programma televisivo “Dropped” in Argentina insieme a Camille Muffat giovane nuotatrice di 26 anni.

E altri ancora sono gli atleti deceduti in questi tre anni, Laurent Vidal, il trialteta di nazionalità francese, morto il 10 Novembre nel sonno a seguito di un attacco cardiaco, il velista Trevor Moore, scomparso dal suo gommone il 25 giugno nel mare di Miami, il maratoneta Jamaicano Daundre Barnaby di soli 24 anni, morto annegato il 27 marzo di quest’anno, uno dei lottatori più forti dell’ultimo periodo, il ventisettenne Besik Kudukhov, deceduto durante un incidente stradale a dicembre 2013, e ancora il lottatore egiziano Abdelrahman El-Trabily, di soli 24 anni morto assassinato durante una manifestazione, il quarantenne tiratore thailandese Jakkrit Panichpatikum, assassinato per mano della suocera che ha assodato un killer per ammazzarlo, il velista trentaseienne Andrew Simpson morto annegato a maggio 2013 durante un allenamento, e ancora la giovane medaglia d’oro del 2012, la russa Yelena Ivashchenko, lottatrice di Judo, morta suicida il 15 giugno 2013 e non ultimo il ventinovenne sollevatore di pesi Christian López deceduto a causa delle conseguenze di una polmonite.

Insomma, tantissime giovani morti inquietanti che incutono angoscia.