Notte di Halloween, quando il mito diventa realtà

Si avvicina Halloween, la notte più terrificante dell’anno, preparate le zucche e chiudete bene le finestre, i morti stanno per tornare.

Sei uno di quelli che se non vede non crede? Bene, allora ecco qualcosa da sapere sulla notte di Halloween.

Halloween, al contrario di quello che tutti pensano, è una festività del vecchio continente. In realtà infatti gli irlandesi hanno portato questo rito in America quando, a causa della povertà, furono costretti ad emigrare, ma Jack-o’-Lantern era un uomo irlandese.

La leggenda di Halloween narra che Jack, un contadino ubriacone, riuscì a scampare alla morte per ben due volte facendo un patto con il diavolo, ma a causa di un attacco cardiaco morì prima del previsto. Jack non fu accettato in paradiso ma neanche all’inferno e fu costretto a vagare nel limbo usando una rapa come lanterna per illuminare il cammino. Sì avete capito bene, una rapa! La zucca è arrivata solo dopo con gli americani.

Ma quanto c’è di vero in questa leggenda? Una cosa è certa, il 31 Ottobre segna l’inizio di un nuovo periodo, quello dei primi freddi, ed è per questo che la leggenda dice che in questa notte si annullano tutte le leggi fisiche e si apre un varco per far tornare i morti sulla terra, in cerca di calore nelle loro case. C’è chi ad Halloween attende i morti con gioia e lascia loro sulla tavola qualcosa da mangiare, mentre chi ha paura spegne tutte le luci e il camino e chiude bene le finestre. Ancora oggi si dice che in questa notte, se si sta attenti, è ancora possibile vedere l’anima di Jack che gira per le case e bussa alle porte in cerca di rifugio. Queste tradizioni sono ancora vive nella cultura popolare, ma molti non credono a questi miti e sono quelli che danno quasi sempre la colpa al cane se il cibo offerto ai morti sparisce dalla tavola. Ma siete così sicuri che non ci sia niente di vero? Che i morti non possano tornare tra i vivi? Se la risposta è si, allora in questa notte del terrore potete stare tranquilli e dormire con le finestre aperte, non c’è niente da temere giusto? O forse si…

Sabrina Piantadosi