Morte apparente, quanto può durare

Cos’è e quanto dura una morte definita apparente

Svegliarsi dalla morte apparente

Spesso si sente parlare di morte apparente, si sente di persone che si sono risvegliate quasi improvvisamente e magicamente quando ormai erano state definite morte. Come può accadere tutto ciò? Cosa è la morte apparente e quanto può durare? Dopo quanto tempo si può affermare ed accertare con sicurezza la morte di un individuo?.

Si tratta, ovviamente, di domande cui è difficile dare una risposta certa e sempre valida perché le variabili e le possibili complicanze che ci possono essere variano da situazione a situazione e da soggetto a soggetto. In linea generale, si definisce “morte apparente” lo stato in cui un individuo perde coscienza, conoscenza e sensibilità. Durante la morte apparente il battito cardiaco è praticamente impercettibile, vi è assenza di riflessi, flaccidità muscolare e perfino l’atto respiratorio diviene impossibile da percepire.

La temperatura corporea può scendere anche sotto i 24° creando uno stato davvero simile a quello della morte reale.

Ma quanto può durare una morte apparente? Da un punto di vista medico-legale, quando vi è un sospetto di morte apparente o comunque nelle situazioni in cui non vi sia una certezza di morte, bisogna attendere non meno di 48 ore di osservazione prima di definire con certezza che il soggetto sia deceduto.

Non si può dunque stabilire con certezza quanto può durare una morte apparente ma le rilevanze mediche e scientifiche e l’esperienza sin ora maturata rilevano che dopo le 48 ore la morte non è più apparente.