Missionario italiano aggredito e ferito in Bangladesh

Sacerdote aggredito in Bangladesh

Sacerdote ferito al collo e alla testa in Bangladesh

Ancora ignote e incerte le vere ragioni dell’aggressione che il sacerdote italiano Piero Parolari ha subito a Dinajpur, città del Bangladesh dove i padri del Pontificio Istituto Missioni Estere svolgono la loro missione. Il missionario è stato aggredito mentre si recava all’ospedale della cittadina dove svolge volontariato medico, occupandosi in particolar modo dei malati di tubercolosi. Secondo i fatti riportati il sacerdote, che è originario di Lecco, è stato avvicinato da due uomini mentre era sulla sua bicicletta e i due lo hanno ferito al collo e alla testa; soccorso immediatamente, è stato portato all’ospedale dove, dopo poche ore, è stato dichiarato fuori pericolo. Certo è che vista la crisi internazionale e i riferimenti ai vari attentati che negli ultimi tempi si sono verificati in alcune importanti città europee, e non solo, per mano di terroristi di matrice islamica, si è subito pensato che il sacerdote rappresentante della Chiesa fosse stato aggredito per dare un segnale premonitore di qualcosa di più grave e invece l’ambasciatore italiano del luogo ha da subito affermato che le ragioni dell’aggressione siano decisamente diverse, lontano dalle rivendicazioni dell’Isis e legate all’attesa di una sentenza che ha in mano le sorti di due politici bengalesi accusati di crimini contro l’umanità. Da ricordare che in Bangladesh operano molte associazioni cattoliche legate al volontariato e a missioni d’aiuto. Molti sono i medici e volontari italiani che decidono di partire per questi paesi per aiutare, contribuendo a migliorare una stato di vita e convivenza davvero precario e al limite del civile, eppure, nonostante i numerosi sostegni anche economici, stati come il Bangladesh non riescono ancora oggi a uscire dal degrado e dall’arretratezza, un arresto dello sviluppo dovuto purtroppo anche a questi brutti episodi criminali che scoraggiano la solidarietà.