Malata di tumore si ribella Inps: vince battaglia burocratica

Malata di tumore si ribella Inps: vince battaglia burocratica.

Sociologa malata di tumore si ribella all’Inps e vince la sua battaglia contro la burocrazia.

Gli ispettori si erano recati nella sua abitazione per un controllo, ma la donna non aveva aperto perché reduce da l’ultima chemioterapia si sentiva troppo male.

Non aveva aperto agli ispettori dell’Inps perché stava malissimo dopo l’ennesima chemioterapia. Dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale però volevano vederci chiaro e le hanno intimato di presentarsi alla sede centrale per dare spiegazioni. Da qui inizia la battaglia di Chiara Dossi, sociologa di Arco in provincia di Trento, affetta da linfoma di Hodking diagnosticato a febbraio e costretta a sottoporsi a un ciclo estenuante di chemioterapia. Dopo aver denunciato l’episodio su Facebook e intrapreso una battaglia contro gli uffici locali dell’Inps, i dirigenti hanno capito il problema, non solo accogliendo le sue ragioni, ma anche istituendo un nuovo protocollo con il suo nome, nel quale verranno esclusi dalle visite fiscali i malati gravi. Una battaglia che premia questa donna coraggiosa e tutte le persone affette da malattie importanti, costrette ad assentarsi spesso dal luogo di lavoro. Il giorno in cui gli ispettori dell’Inps si erano recati a casa della sociologa, la donna, reduce dall’ultima chemioterapia, stava dando di stomaco in bagno. Quando hanno suonato alla porta, stava così male da non aver sentito nemmeno il campanello della porta d’ingresso. Qualche giorno dopo la sorpresa: l’Inps le ordina di presentarsi alla sede di Trento per dare spiegazioni sulla sua assenza da casa durante la visita degli ispettori. La donna, incredula per questa comunicazione, ha voluto fare chiarezza postando quanto le era accaduto su Facebook e intraprendendo una battaglia non solo per sé, ma anche per tutte quelle persone che si trovano nelle sue stesse condizioni. Il suo coraggio e tenacia le hanno dato ragione.

Rossella Biasion