Infermieri e medici, è allarme suicidio

Il sito nurse24.it ha fatto un’inquietante scoperta

La percentuale di suicidi tra gli infermieri italiani è alta, troppo alta, addirittura con una media di uno al mese.

Anche negli Stati Uniti d’America la situazione è allarmante: negli Usa ogni mese un medico si toglie la vita. Prime vittime di questa situazione sono i medici neo-laureati, i quali, gettati nella trincea ospedaliera – tra lunghi turni, paura di commettere errori anche gravi, periodi di riposo troppo brevi – diventano spesso vittime di sintomi depressivi che possono sfociare nel suicidio. L’ultimo caso, nel nostro Paese, risale all’11 dicembre scorso: un medico, 59 anni, direttore del centro trasfusione dell’ospedale Maria Vittoria di Torino si è sparato nella cappella del complesso, spirando poco dopo. Un dipendente dell’ospedale ha scritto su Facebook: “Dovranno farsi delle domande. Qualcuno deve chiedersi perché un medico sceglie di morire così. Proprio sul suo posto di lavoro”. Anche i colleghi del suicida hanno sottolineato “Non è un caso che abbia scelto l’ospedale, avrebbe potuto farlo in qualsiasi altro luogo”. Peraltro pure dalla Germania arrivano notizie preoccupanti: il quotidiano Bild, che titola “I nostri medici sono troppo malati”, e il settimanale Der Spiegel mettono in luce che ogni anno laggiù si uccidono 200 medici, mentre il presidente dell’associazione di categoria, Dietrich Hoppe, denuncia che “i problemi economici e un disumano carico di lavoro fanno ammalare un numero sempre più elevato di sanitari”.

Carlo Faricciotti