Infermiera uccisa: la figlia “mi levava Pc e cellulare”

Arrestata con l’accusa di omicidio la ragazza diciassettenne di Reggio Calabria.

Trovate tracce di DNA sulla pistola appartenenti alla figlia di Patrizia Crivellaro, uccisa nel suo letto lo scorso 25 maggio.

Pirandello sosteneva che la realtà supera di gran lunga la fantasia. E se questo non fosse un tragico evento realmente accaduto, potrebbe entrare di merito in un ipotetico universo Pirandelliano moderno. Si sente spesso dire dalla generazione pre-era digitalizzata: “ai miei tempi se rispondevo male ai miei genitori non la passavo di certo liscia”! Se questi sono i risultati di un’educazione più libera forse sarebbe meglio tornare ai vecchi metodi!

Ciò che è accaduto in un paese in provincia di Reggio Calabria ha dell’assurdo: una donna di 45 anni Patrizia Crivellaro infermiera, moglie e madre di famiglia è stata ritrovata morta nel proprio letto freddata da un colpo di arma da fuoco, oltre alla vittima era presente in casa la figlia diciassettenne che all’arrivo delle forze dell’ordine ha raccontato di aver visto un uomo alto due metri che a seguito di un tentato furto, ha ucciso la madre.

La versione della ragazza è apparsa da subito poco credibile, e finalmente cinque mesi dopo, grazie anche al ritrovamento di sue tracce di DNA sulla pistola di ordinanza del padre (un agente Polfer) è stata accusata di omicidio. Motivazione? Già i continui rimproveri della madre per il pessimo andamento a scuola erano poco tollerati, ma il sequestro del suo Smartphone e del Pc è stato inaccettabile, meglio ucciderla!

Samanta Baldi