Il mistero del monaco buddista deceduto 90 anni fa

Nella periferia russa, nel tempio di Ivoginsk è conservato “il lama vivente”, un monaco buddista deceduto 90 anni fa.

In Russia, presso il datsan di Ivoginsk, un tempio buddista rosso sito a 35 km da Ulan Ude, capitale della repubblica buriata, si trova il cosiddetto lama vivente, il monaco buddista russo Khambo Itighelov.

Dopo la morte il corpo del lama non è stato sottoposto al processo di imbalsamazione, tuttavia miracolosamente si conserva integro.

Il monaco ai tempi della sua morte è stato sottoposto all’antica pratica giapponese di “auto-mummificazione” o Sokushinbutsu, che consiste nel lasciarsi morire di stenti durante una meditazione ad oltranza. Il monaco appartenente alla comunità buriata, 90 anni fa si congedò raccogliendosi nella posizione del loto, recitando le opportune preghiere e smettendo di respirare, e promettendo di far ritorno. Il monaco raccomandò di riesumare il suo corpo dopo una ventina d’anni, ma le prime riesumazioni del monaco buddista deceduto 90 anni fa, furono divulgate pubblicamente solo a partire dal 2002, a 75 anni dalla morte del lama e destarono un grande interesse mediatico. Il monaco, infatti, appariva perfettamente integro, il suo corpo aveva una temperatura di 35,3 gradi, gli arti erano, e lo sono tuttora, flessibili e i capelli continuano a crescere.

In occasione di feste religiose, il monaco buddista viene esposto al pubblico in un piccolo tempio dedicato protetto da una teca di cristallo, vestito di giallo zafferano e porpora, circondato dalle offerte e dalle immagini votive tradizionali.

Cettina La Fata