Governo Renzi, nuovi tagli alle pensioni degli italiani

Non c’è mai fine al peggio. Leit Motiv dell’anno: come campare?

Bollette e affito da pagare. Quanto rimane per mangiare?

Si lavora tutta la vita per raccimolare i soldi per sopravvivere, nella speranza che arrivati all’età giusta (ancora da stabilire perchè ogni giorno il governo dice la sua sull’età giusta) si potrà sopravvivere in maniera dignitosa sena lavorare e ricevendo appunto la pensione. Ma la vera domanda è: con quanto ci toccherà sopravvivere dopo aver lavorato una vita? Sembra che lo scopo del governo Renzi sia di modificare la legge relativa al pensionamento in due sensi di marcia: ridurre l’età pensionabile e garantire ai disoccupati ultra 55enni una sorta di sussidio. Quest’idea sembra incontrare l’opposizione non solo di molti ministri ma anche dell’Europa che ha ammonito Renzi di non toccare assolutamente la precedente riforma Fornero. Tra l’altro l’attuazione della riforma pensioni 2015 ideata dal governo Renzi, se si attuerà, sarà molto cara. E il nostro caro presidente ha pensato bene di raccimolare questi soldini inserendo nella riforma un taglio sostanziale degli assegni previdenziali di circa il 30%. Il governo Renzi fa leva su un piccolo difetto della precedente riforma. Attualmente gli assegni previdenziali sono basati al 90% su retribuzioni percepite mentre solo il 10% sulla base dei contributi, come effettivamente dovrebbe essere. Sulla base di questo “squilibrio” – o almeno così lo definisce l’economista Mario Baldassarri, ex viceministro delle finanze ed attuale esponente del Centro studi economia reale – sarebbe legittimo effettuare dei tagli alle pensioni. Ma se un pensionato medio percepisce circa 600 € al mese con il quale riesce a malapena a pagare bollette, tasse e spesa come riuscirà a campare con un taglio del 30%? ovvero con circa 480 €? I costi della vita di certo non saranno ridimensionati. Rischiamo di ricadere nuovamente nel baratro della crisi, se mai ne siamo usciti. La rabbia degli italiani ovviamente cresce quando a fronte di una pensione di 600€ c’è chi arriva invece a ben 5000€ al mese. Dov’è allora la giustizia e soprattutto l’equità? Si taglino allora le pensioni sopra una certa soglia e si lascino inalterate quelle sotto i 1000€ almeno.

Enrica Marrelli