Francia, l’insegnante aggredito dall’Isis si era inventato tutto

Diceva di essere stato aggredito da un jihadista, tutto un falso

Il maestro Jean Perrin si inventa l’aggressione per ottenere notorietà

L’odio per i terroristi si era già riacceso, i genitori si stringevano preoccupati ai loro figli, immaginando con orrore un futuro vissuto nella paura. Il ministro dell’istruzione di Francia Najat Vallaud Belkacem aveva già iniziato a tuonare in merito a un “atto di grande gravità” contro la scuola nazionale “minacciata”.

Il maestro della scuola materna Jean Perrin di Aubervillers, non distante da Parigi, aveva raccontato di essere stato assalito da un misterioso individuo, uno jihadista: “questo è per l’Isis, è un avvertimento, è solo l’inizio”, avrebbe inneggiato il presunto terrorista.

Solo che, di tutto ciò, non era vero niente. Il maestro, 45 anni, di cui 20 passati in impeccabile servizio presso la Jean Perrin, si è inventato tutto, forse per fame di notorietà, forse per una qualche forma di instabilità, della quale, però, almeno stando ai racconti dei suoi concittadini, mai aveva dato segnale. In Francia, e non solo lì, alimentare la psicosi è quanto di più semplice possa farsi, perché migliaia di cittadini vivono nel timore dell’attacco terroristico – proprio come i terroristi vorrebbero, peraltro – quindi l’avverarsi di un qualche fatto correlato all’estremismo islamico è quasi una liberazione, come a tirare un sospiro di sollievo dicendo “ok, ormai è successo”. Nel caso specifico, però, l’Isis non c’entra nulla se non per l’influenza mediatica e culturale che ormai riesce a dimostrare, perché quell’insegnante, l’unica cosa che non si è inventato, è proprio l’Isis.

Emanuele Ruggerone