Fisco, Riva assolta per frode da 52 milioni

Presunta frode fiscale da 52 milioni di euro? Assolti tutti!

È la clamorosa sentenza del giudice “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”.

Si è chiuso con tre assoluzioni il processo istruito dalla Procura di Milano che vedeva come imputati Mario Turco Liveri, responsabile finanziario del gruppo Riva, Agostino Aliberti, responsabile fiscale del gruppo Riva e Angelo Mormina, managing director di Deutsche Bank (filiale di Londra). Tra gli imputati c’era anche Emilio Riva, deceduto poi nell’Aprile del 2014.

Gli imputati erano stati accusati di aver violato l’articolo 3 della legge 74/2000 (Dichiarazione Fraudolenta mediante altri artefici) per cercare di evadere le imposte su redditi, attraverso una falsa rappresentazione sul registro delle scritture contabili obbligatorie, dichiarando quindi elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo o addirittura elementi passivi fittizi.

Secondo la nuova riforma fiscale del governo Renzi entrata in vigore proprio agli inizi dell’Ottobre 2015, gli imputati sono assolti perché il fatto non è più previsto dalla legge. A quanto pare, infatti, l’abuso di diritto per le grandi aziende, non è più perseguitabile penalmente ma può essere solo sanzionato sotto il profilo amministrativo.

A chiedere l’assoluzione degli imputati è stato il Pubblico Ministero Stefano Civardi ai giudici della prima sezione penale a causa delle modifiche apportate agli articoli 1, 3 e 4 della legge 74/2000 e a quanto pare queste modifiche porteranno all’assoluzione di molti altri imputati in altri processi.

Grande soddisfazione quindi per la famiglia Riva, che a quanto pare a breve vedrà sbloccarsi la cifra di 1 miliardo e 200 milioni che era stata precedentemente sequestrata. Evviva il Bel Paese!

Sabrina Piantadosi