Esiste la reincarnazione per il Buddismo?

Il Karma legato al ciclo delle rinascite conosciuto come Samsara.

La trasmigrazione dell’anima secondo il culto Buddista.

Ogni culto religioso possiede dei principi dai quali è impossibile svincolarsi, tuttavia alcuni di essi sono comuni tra più culti, il principio della reincarnazione fa parte di questa eccezione; ma cosa si intende per reincarnazione? Questo termine indica la rinascita dell’anima appartenente agli individui all’interno di un altro corpo dopo un certo periodo dalla sua morte. Tale particolare tipo di credenza accomuna, con qualche differenza, le filosofie religiose diffuse perlopiù in oriente (Induismo, Buddismo) rispetto a quelle occidentali. Per i Buddisti con il termine reincarnazione non si intende la trasmigrazione dell’anima in un altro corpo ma è invece legato al ciclo delle rinascite conosciuto come Samsara legato a sua volta al Karma. Durante la propria vita gli essere senzienti possono accumulare, in base alle loro azioni, più Karma negativo o più Karma positivo se al momento della propria morte sarà maggiore quello negativo la persona sarà condannata a rinascere ad un livello inferiore rispetto a quello di provenienza (ad esempio in un animale) dovendo affrontare più sofferenze. Se al momento della morte invece si avrà accumulato più Karma positivo, l’individuo rinascerà in un livello superiore fino ad arrivare al fine ultimo della vita il Nirvana cioè lo stato in cui si verrà totalmente liberati dai tre principali difetti che appartengono agli esseri viventi: l’odio, la brama e l’illusione ma anche da tutte le passioni positive, facendo raggiungere lo spirito al più alto grado di consapevolezza.

Samanta Baldi