Eredità, salta la dichiarazione sotto 100 mila euro

Riforma fiscale: dichiarazione di successione agevolata fino a 100.000 euro.

D. Lgs. 175/2014: Iter semplificato e nessun obbligo dichiarativo per le successioni entro il nuovo limite.

La svolta è stata sancita dal “Decreto sulla semplificazione fiscale e la dichiarazione dei redditi precompilata”, varato dal governo Renzi nel novembre del 2014.

In base alle misure previste dal D. Lgs. 175/2014, la normativa sulle successioni è stata riformata prevedendo innanzitutto delle notevoli semplificazioni nella presentazione della documentazione a corredo della pratica. Di particolare rilevanza, la possibilità per gli eredi di fornire all’Agenzia delle Entrate copie non autentiche della documentazione richiesta, pur accompagnandole con un’apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la conformità della documentazione all’originale. Il decreto esclude esplicitamente dai documenti rientranti in questa casistica i certificati di morte e gli stati di famiglia, tanto del defunto quanto degli eredi (parenti o affini).

Il punto di maggiore impatto della riforma, tuttavia, è quello riguardante le modifiche in materia di esenzioni nella dichiarazione di successione. La normativa ha infatti abolito l’obbligo dichiarativo nei casi in cui l’eredità interessi il coniuge o i parenti in linea retta, non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari e abbia un valore inferiore a 100.000 euro. Una soglia dunque quadruplicata rispetto ai cinquanta milioni (poco più di 25.000 euro) previsti dal Testo Unico delle Successioni risalente al 1990.

Rientra infine nel pacchetto di riforme alla normativa previgente, la cessazione dell’obbligo di fornire una dichiarazione, integrativa o sostitutiva, nel caso in cui eventuali rimborsi fiscali spettanti al defunto causino una sopravvenienza, a sua volta generante un mutamento nella devoluzione dell’eredità o nell’applicazione delle imposte.

Alessio Palumbo