Divieto di estradizione pena di morte

Quali sono le norme che regolano l’estradizione?

Come si comportano gli Stati in relazione all’estradizione per un condannato alla pena di morte?

L’ estradizione non è altro che un accordo internazionale, sancito tra i vari Stati al fine di non lasciare impuniti i crimini commessi. In Italia l’ estradizione può essere di due tipi: estradizione attiva se è l’Italia che la richiede, estradizione passiva se la concede. Nello specifico si tratta di consegnare (o richiedere la consegna) di un individuo che abbia commesso un reato per il quale debba essere sottoposto a processo o per cui debba scontare la pena. La Legge italiana ha messo però dei limiti a questo accordo internazionale. Innanzitutto, lo Stato che richiede l’ estradizione di un soggetto che si trova sul suolo italiano, si impegna a non giudicare il suddetto individuo per reati diversi o precedenti rispetto a quelli per i quali è stata avanzata la richiesta. Inoltre, lo Stato italiano ha posto il divieto di estradizione per reati politici, per motivi etnici o religiosi e soprattutto nel caso in cui nello Stato richiedente sia in vigore la pena di morte per il reato contestato.

Tra i paesi membri dell’Unione europea, l’ estradizione può essere concessa anche dopo un mandato di arresto europeo, un accordo nell’accordo volto ad accorciare i tempi e a semplificare l’iter burocratico relativo agli imputati fuggiti dalla propria nazione. Si può affermare che l’Italia è uno dei paesi più rigidi in materia di estradizione, cercando di porre attenzione a che giustizia sia fatta, ma anche che un individuo, qualsiasi reato abbia commesso, venga trattato il più umanamente possibile. Anche nel resto vecchio continente esiste il divieto di estradizione per gli Stati che attuano la pena di morte, ma con un po’ di flessibilità in più.

L’ estradizione non è comunque ammessa da tutti i paesi del mondo: ebbene si, che sia giusto o sbagliato, da qualche parte si può sempre fuggire. Capo Verde, Belize, Giamaica, Cambogia, Emirati Arabi e molti altri stati possono essere ancora considerati mete ambitissime dai latitanti.

Fabiola Ernetti