Differenze funerale laico e funerale ebraico

Funerale laico e funerale ebraico: due cerimonie a confronto.

Chiunque può celebrare un funerale laico. Il rito ebraico vieta nel modo più assoluto la cremazione.

La cerimonia funebre non è sempre legata a tradizioni religiose. E’ il caso dell’ateo, al quale viene dato l’ultimo saluto con un funerale laico. Ma quali sono le differenze tra una cerimonia funebre fatta con rito laico e un funerale ebraico?

Spesso erroneamente si pensa che per un non credente il funerale sia qualcosa di inutile. Niente di più sbagliato. La cerimonia funebre è un rito antichissimo e un momento di condivisione tra parenti, amici e conoscenti del defunto che ricordano il caro estinto con letture, pensieri, poesie e anche con musica. Il funerale laico può essere celebrato ovunque: sotto l’abitazione dove risiedeva la persona deceduta, in un’aula consiliare oppure in un albergo. Il celebrante può essere un parente, un amico o qualcuno che ha seguito un corso speciale. Finita la cerimonia la salma viene cremata o seppellita. A differenza del rito laico, quello ebraico, vieta nel modo più assoluto la cremazione. Il corpo deve essere seppellito, come scritto nel testo sacro ebraico della Torah: “Polvere tu sei e nella polvere ritornerai”. Il rito ebraico prevede che davanti alla morte non vi sia alcuna distinzione tra ricco e povero. Per questo motivo, a prescindere dalla condizione sociale del defunto, il suo corpo sarà collocato in una bara essenziale. Prima di essere adagiata nella cassa, la salma viene innanzitutto purificata con un lavaggio, poi asciugata e vestita con un camice bianco. Una volta avvenuta la sepoltura, ha inizio il lutto che dura un anno.

Rossella Biasion