Data anniversario di morte Falcone e Borsellino

Il sacrificio dei giudici antimafia Falcone e Borsellino a 23 anni dall’anniversario della loro morte.

Uccisi per mano della mafia a distanza di meno di due mesi, i giudici Falcone e Borsellino erano uomini “scomodi”.

Due grandi uomini impegnati nella lotta contro la mafia uccisi a pochi mesi di distanza uno dall’altro. Erano due persone “scomode” i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che a 23 anni dalla morte, il loro sacrificio si fa sentire ancora più imponente nella lotta contro tutte le mafie. Il primo a cadere a Capaci sotto una tonnellata di tritolo è stato il giudice Giovanni Falcone. E’ il pomeriggio del 23 maggio 1992. Mancano due minuti alle 18 quando all’altezza di Capaci, un intero tratto dell’autostrada A29 salta in aria. L’obiettivo sono tre auto bindlate provenienti dall’aeroporto di Punta Raisi. A bordo di quei tre mezzi completamente distrutti dalla deflagrazione, viaggiano il giudice antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta. Nella tragedia, oltre il magistrato e la consorte, perdono la vita anche gli agenti Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Passano poco meno di due mesi e la mafia torna a colpire in via D’Amelio. Questa volta l’obiettivo è Paolo Borsellino. Il magistrato era già conscio di essere nel mirino dei malavitosi: solo qualche giorno prima si era definito “un morto che cammina”. E ‘il 19 luglio, quando il giudice va a trovare l’anziana madre in via D’Amelio, sarà l’ultima volta che la vede. Di ritorno al parcheggio, il giudice trova la morte in seguito all’espolsione di una 126 imbottita di tritolo. Con lui perde la vita anche l’intera scorta: Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Agostino Catalano.

Rossella Biasion