Come superare la morte del figlio

Uno degli eventi definiti “innaturali” per eccellenza è la morte di un figlio.

La morte del figlio è uno degli eventi più traumatici da superare per un genitore e per i fratelli superstiti. Non esistono regole, ma piccole buone pratiche per vivere meglio il lutto.

La morte di un figlio, neonato, bambino o adulto che sia, improvvisa, violenta o per malattia, è stata spesso descritta nei manuali come devastante e innaturale. La realtà è che solo i genitori conoscono realmente la sofferenza che scaturisce da una simile perdita. Il vademecum su come superare la morte del figlio non esiste, ma è possibile recuperare il sorriso e la gioia di vivere senza provare sensi di colpa o ritenere di disonorare la memoria del figlio, perché è impossibile dimenticarsi del sangue del proprio sangue.

I primi tempi del lutto sono i più dolorosi e anche quelli più nebulosi perché si prova un profondo stato di intorpidimento nonostante si cerchi di andare avanti nella quotidianità. Poiché l’elaborazione del lutto varia a seconda delle persone, madri e padri possono reagire in modi diversi alla perdita del proprio figlio: questa differenza è spesso causa di dissapori e di allontanamento reciproco che è assolutamente da evitare attraverso il dialogo e il confronto e la libera espressione delle proprie emozioni. Se la coppia ha perso il proprio unico figlio ed è ancora nella disponibilità di procreare, è naturale il desiderio di avere altri figli purché quest’ultimo non venga concepito come sostituito di quello perso. Se, invece, vi sono altri figli è facile che nel dolore si perdano di vista le esigenze di tutti e si inneschi quello che gli psichiatri chiamano “sindrome del sopravvissuto” in cui i “figli superstiti” provano sensi di colpa per essere stati risparmiati, attivano processi di emulazione o di espiazioni mettendosi in situazioni di rischio o eccentriche. I genitori con i figli devono prendersi il tempo di spiegarsi, di comunicare e di esprimersi.

Cosa fare, dunque, per superare la morte del figlio?

  • Accettare il dolore;

  • Prendersi cura di sé;

  • Onorare la memoria del figlio;

  • Chiedere aiuto (se necessario).

L’accettazione del dolore comporta il supermento di tutte le fasi dello sconforto e della disperazione fino a giungere alla consapevolezza e alla convivenza con il dolore che spesso lascia margini per continuare a vivere con gioia la realtà. È importante prendersi cura di sé, rivolgersi alla fede e alla preghiera, continuare a lavorare, nutrirsi, riposare per il bene proprio e degli altri membri della famiglia. Ricordare i compleanni del figlio è importante per onorarne la memoria, così come creare degli album da rivedere di tanto in tanto o da mostrare ai fratelli minori.

È ritenuto importante per superare la morte di un figlio evitare di creare situazioni che cronicizzano il dolore e che comporterebbero il rischio di atteggiamenti maniacali e patologici che possono essere curati solo con l’aiuto psichiatrico, mentre è fondamentale coinvolgersi in attività di volontariato e sentirsi utili.

Annalisa Maurantonio