Come superare la morte del fidanzato

La morte del fidanzato è una delle perdite più dolorose che si possano subire, come fare per superarla?

All’inizio sembra utopia, ma con il passare del tempo, tristezza, solitudine e rabbia lasceranno il posto al ricordo più bello: aver amato una persona speciale.

“Non riuscirò ad amare più nessuno come ho amato lui”. E’ inutile negarlo, la morte del fidanzato è una delle perdite più dolorose che si possano subire. Giunta all’improvviso o dopo una lunga malattia, non vedere, non sentire, non comunicare mai più con la persona amata, cambia in modo radicale la vita. Tristezza, angoscia, solitudine e rabbia: stati d’animo che affiorano in ogni momento, dove all’inizio sembra non esserci alcun spiraglio di speranza. Lui non c’è più. Questo è l’unico dato di fatto. Dopo la scomparsa del fidanzato ci si sente soli, fragili, indifesi e attaccabili dal mondo intero. E la domanda che sorge spontanea è: “Ma perché è capitato proprio a lui”. Una domanda che non trova risposta. Chi rimane, prova rabbia nei confronti di chi se ne è andato così in fretta, ma si sente anche in colpa per essere ancora vivo. Non esistono regole universali per elaborare il lutto di una perdita cosi importante, ma esiste la vita: i genitori, i parenti, gli amici. Non chiudetevi in voi stesse, parlare con loro di quello che è successo fa bene, anche quando siete sopraffatte dal quel vuoto immenso e incolmabile. Non abbiate paura a chiedere aiuto alle persone più care o nei casi più gravi a un professionista. Anche se vi sentite a pezzi non rinchiudetevi in casa. Anche se fate fatica (e tanta!) provate a dedicarvi a qualche attività che vi sarebbe sempre piaciuto fare, ma per mancanza di tempo non siete mai riuscite a praticare. Non importa che sia yoga, zumba o volontario, la cosa fondamentale è che torniate a vivere. All’inizio può sembrare un’utopia, poi con il passare del tempo, rabbia e dolore lasceranno posto al ricordo più bello: aver amato una persona speciale. E voi tornerete a essere come quel fiore descritto nella canzone “Guarda l’alba” interpretata da Carmen Consoli: “Nel chiudersi un fiore al tramonto si rigenera…”.

Rossella Biasion