Come sopravvivere alla morte apparente

Cosa fare in caso di morte apparente.

Il manuale d’istruzione dei morti viventi.

Sembra quasi di essere in un film dell’orrore, ma non è così. In realtà i casi di morte apparente sono molto più frequenti di quanto ci si possa immaginare. I recenti progressi della medicina riescono nella maggior parte dei casi a scongiurare pericolose conseguenze a questo particolare fenomeno – come ad esempio funerali e sepolture premature. Ma in alcuni casi può accadere che si faccia una diagnosi un po’ frettolosa dichiarando morto qualcuno che invece si trova in uno stato di morte apparente.

In questi casi come bisogna comportarsi? Come sopravvivere alla morte apparente? Il manuale d’istruzione che segue è rivolto soprattutto a coloro che soffrono di Tafofobia ovvero a coloro che hanno paura di essere sepolti vivi. Ci sono in realtà tanti metodi per evitare di morire veramente soffocati in una bara, tanti espedienti per avvisare dell’errore. Molti di questi risalgono addirittura all’Ottocento ma sono stati migliorati. Si parla di dispositivi di interchiamata, respiratori, apparecchiature elettroniche di controllo e vigilanza.

Al di là di questi accorgimenti “post-sepoltura” è conveniente assicurarsi che i parenti del caro estinto rispettino le leggi in materia di morte. È necessario che trascorrano almeno 48 dalla dichiarazione del medico legale per l’effettiva sepoltura, 72 in caso di dubbi. L’unica eccezione è prevista nei casi di morti cruente. Ma nei casi di morte naturale è necessario seguire pedissequamente quanto regolamenta la medicina. Non si sa mai come può reagire il corpo. Basta pensare che un paio di anni fa una donna in Nigeria si è svegliata dopo 12 giorni dalla dichiarazione di morte. Uno dei casi più eclatanti di morte apparente. Per fortuna uno sciopero locale aveva ritardato la sepoltura del corpo e la donna si è svegliata in obitorio.

Enrica Marrelli